Si inizia con la dichiarazione della nomina a capogruppo per il PDL di Mestrone. A ruota segue Picozzi senior che dice di esserlo per la sua lista civica e Volpe per la Lega.
Subito dopo prende nuovamente la parola Mestone, che pone al Consiglio una questione pregiudiziale ai sensi dell’articolo 81 del regolamento. In pratica tira fuori nuovamente la questione del ricorso al TAR per l’assegnazione del consigliere in meno all’opposizione, sostenendo quindi che il consiglio non è rappresentativo bla bla bla.
Ghezzi replica che il consiglio è legittimo perché votato dalla gente e composto da un giudice che costituisce un organo terzo e indipendente.
Mestrone replica ripetendosi dicendo che il consiglio così non sarebbe rappresentativo della città.
Fortunati e Brunato dicono che bisogna andare avanti e nominare il presidente. Sono passati tre quarti d’ora.
Il pubblico rumoreggia parteggiando ora per una parte ora per l’altra.
Mi permetto di contestare a Mestrone i dubbi sulla rappresentatività del Consiglio. Tutti quelli seduti sono stati votati dai cittadini, quindi rappresentano la città.
Interviene Romeo senior: bisogna lasciare parlare l’opposizione e non zittirli (da che pulpito…). Poi fa una filippica, come quando occupava un’altra sedia, replicando a Fortunati e dicendo che dobbiamo mantenere le promesse e garantire l’opposizione altrimenti andranno in giro a dire che abbiamo venduto bugie. Fate così o lo dico alla maestra!
Finalmente si vota. La mozione non passa.
Si continua e indovina chi chiede di nuovo la parola? Massì, sempre lui, il nostro Mestrone. Chiede che il Sindaco di esprima e dica cosa pensa.
Ghezzi replica che l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale è un atto che spetta ai consiglieri, mentre il Sindaco, pur essendo consigliere, non partecipa e non va provocato. Propone Schieppati.
Picozzi senior interviene dicendo di non prendersi in giro, Schieppati non è dell’opposizione.
Romeo senior dice che il nostro programma è fatto da “parole al vento”. Altra filippica chiedendo che il Sindaco dica qualcosa.
De Luca non interviene.
Si discute per un’ora. Si vota e non c’è la maggioranza dei due terzi. Si ripete entro dieci giorni.
Mestrone dice di nuovo di essere di essere preoccupato. Due Consigli e due volte che è preoccupato. C’è da preoccuparsi?
Si vota la commissione elettorale. Vengo scelto insieme ad Arcerito e Romeo junior.
Si vota la commissione per l’aggiornamento dell’albo dei giudici popolari. Tutto tranquillo.
Si passa alla discussione sulle commissioni permanenti. Arcerito chiede di rinviare la discussione e di ridurre il numero dei componenti, per ridurre le spese. La proposta non è accolta perché le commissioni sono organi di governo importanti e il loro costo è risibile.
Mestrone ripete di essere preoccupato e chiede di nuovo al Sindaco cosa intende fare sulla commissione bilancio, la cui presidenza per prassi spetta all’opposizione. Vorrà garantire l’opposizione o no? Chiede più volte pareri al Segretario comunale su cose di cui conosce bene la risposta. Ma bisogna capirlo, è preoccupato.
Alla fine si compongono le quattro commissioni permanenti. Io entro in quella territorio: urbanistica, edilizia, lavori pubblici, ecologia, trasporti ed attività produttive insieme ad Archetti, Marani, Di Fazio, Picozzi junior, Fossati, Arcerito, Galli e Melchiorre.
Si discute (poco, per fortuna) sulle commissioni speciali: controllo e pari opportunità, ma si rimanda il punto.
Si passa all’ultimo argomento: esercizio del diritto di prelazione per l’apertura di una farmacia comunale. Brevi interventi, soprattutto dell’opposizione che si riconosce il merito di aver lavorato per arrivare a questo punto quando governavano. Si vota all’unanimità.
E’ la una e mezza. Si chiude e si va a nanna.
Alla prossima.
[...] Ieri al lavoro e in serata il consiglio comunale. Ma questa è un’altra storia, raccontata qui. [...]